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Dédomé è il villaggio di origine di don Franck, che, nel 1992 ha lasciato la sua terra natia per venire in Europa e più precisamente a Lugano dove il Signore l’ha guidato affinché fosse ordinato prete nel 1998.

Ben inserito nella realtà ticinese, nella parrocchia di Pregassona prima e in quella di Caslano dal 2012, don Franck non ha mai dimenticato le sue origini né le difficoltà vissute dalla sua gente, difficoltà che un tempo sono state le sue: mancanza di luce e acqua, cure ed educazione difficilmente accessibili per la popolazione rurale del suo villaggio.

Nel 2000 alcuni parrocchiani, Valentino Dietler, Aldino, Carla Ferretti, Annamaria Prati, hanno voluto conoscere quel piccolo villaggio africano di cui sentivano parlare e hanno contribuito con generosità alla costruzione di un pozzo e all’elettrificazione del villaggio: il 22 agosto 2002 i “lumini di petrolio” si sono spenti per lasciare il posto alla luce elettrica: la popolazione ha festeggiato al’avvenimento con tre giorni di musica e danze ed ha avuto ragione: la luce elettrica è stato il primo importante passo per lo sviluppo di questo villaggio e della sua regione.

Questa prima esperienza ha fatto emergere i numerosi bisogni della popolazione locale e ha portato a una riflessione più globale: diventava importante uscire dall’aiuto puntuale, dettato dalla generosità individuale per creare le basi di una “promozione dello sviluppo” che rendesse la popolazione locale parte attiva nella costruzione del suo avvenire.


2003

L’associazione è stata costituita il 12 settembre con lo scopo di:

  • Promuovere lo sviluppo e la qualità di vita della popolazione del villaggio di Dédomé, in Togo, e dei villaggi della regione attraverso la realizzazione di progetti umanitari e di promozione economica mirati ai bisogni dei loro abitanti nei settori dell’educazione, della sanità e dell’agricoltura
  • Suscitare uno spirito di solidarietà tra i membri e creare dei legami di amicizia con la popolazione dei villaggi togolesi interessati.

Il primo comitato dell’associazione, composto da Don Emilio Conrad, presidente onorario, don Frank Koffi Essih, presidente, dalle signore Maria della Badia, Annamaria Prati responsabile del progetto scolarizzazione attraverso le adozioni a distanza e Marina Santini segretaria e cassiera, dal signor Gianluigi Caligari, dal dr. Lionello Genini e dall’avv. Ulisse Sutter, si è messo subito al lavoro per definire, con la popolazione locale, i progetti prioritari da realizzare.

L’analisi del contesto ha fatto emergere una realtà inquietante: ogni anno, nel solo villaggio, tra 10 e 14 donne morivano durante il parto. La costruzione di un piccolo dispensario per garantire assistenza durante la gravidanza e il parto è apparsa come un’evidenza che ha portato alla costruzione dell’edificio che, in dicembre, grazie all’impegno della popolazione del villaggio che a turno ha partecipato ali lavori di costruzione e al fattivo aiuto in loco degli architetti e ingegneri Massimo Cattaneo, Paolo e Fabio Gallicciotti, vedeva già la posa del tetto.

Un altro aspetto è subito stato evidenziato, quello della difficoltà di scolarizzazione dei bambini del villaggio le cui famiglie non avevano le risorse per pagare la formazione obbligatoria e ancor meno quella successiva. La promozione dello sviluppo di un villaggio, di una regione, non può avvenire se la sua popolazione non gode di una buona istruzione di base e se i suoi giovani non possono contare su un lavoro, una professione che garantisca il loro mantenimento e quello delle loro famiglie a lungo termine. Il comitato ha quindi deciso di sostenere le famiglie del villaggio attraverso le adozioni a distanza. Fin dall’inizio, questo progetto ha voluto privilegiare l’aiuto comunitario: i fondi raccolti in Ticino a questo scopo erano versati in una cassa comune che serviva a pagare la tassa scolastica per una parte dei bambini del villaggio e a garantire loro un aiuto in caso di problemi di salute. Alla fine del 2003 i bambini adottai a distanza erano 95, ma quelli aiutati erano quasi il doppio.

L’attività agricola era ed è la prima fonte di sostentamento per le famiglie del villaggio. Sulla spinta dell’associazione, nel 2003 sono state costituite le prime cooperative agricole che hanno ricevuto in prestito dei fondi per acquistare sementi.

L’attività dell’associazione, da subito, ha considerato anche la situazione del dispensario di Aledjo, situato al Nord del Togo. Fondato da Père Marcel, inviato in Togo da Marthe Robin, una santa francese che ha vissuto per 40 anni cibandosi solo dell’Eucarestia, il dispensario guidato a suore francesi, svizzere e togolesi, ha come missione quello dell’assistenza ai bambini denutriti, prematuri e dell’educazione alimentare alle loro mamme. Un lavoro immenso, che tiene conto dei limiti del contesto, che permette di salvare tante piccole vite e di garantire sulla durata un’alimentazione di base equilibrata che utilizza le farine a disposizione anche delle famiglie più povere. Per far fronte ai casi più disperati, le suore avevano bisogno di un latte speciale contro la diarrea, il latte AL 110: il comitato ha deciso di garantire ogni anno 50 scatole di questo importante alimento che le suore hanno utilizzato e utilizzano sempre con molta parsimonia.

Oltre al latte, già nel 2003 l’associazione ha fornito al dispensario vestiti per adulti e bambini, indumenti che le suore hanno saputo distribuire con criteri precisi alle famiglie più povere.

Alla fine del 2003, 395 persone sostenevano i progetti dell’associazione e il mese di dicembre, tutti hanno ricevuto il primo “Giornalino”, la pubblicazione semestrale che informa i soci, gli amici e i simpatizzanti sulle attività in corso, sulle esperienze vissute dai volontari, sulla gestione dei fondi.


2004

Il 2004 è l’anno dell’inaugurazione del centro medico sociale di Dédomé. Previsto come dispensario, in effetti, grazie alla solidarietà di ospedali, cliniche e di benefattori ticinesi che hanno offerto materiale sanitario di qualità, la struttura, con 12 posti letto è stata riconosciuta dal Ministero della salute come centro medico sociale ed è stata ufficialmente inaugurata il 7 agosto alla presenza della delegazione ticinese e delle autorità locali, con grande riconoscenza della popolazione.

Il comitato aveva deciso che il personale sarebbe stato togolese, alfine di garantire delle cure adeguate al contesto e la continuità della struttura nel tempo. La prima équipe curante era composta da un medico, un infermiere, una levatrice tradizionale e due aiuto infermieri.

La Croce Verde di Lugano ha contribuito a rendere operativo il centro, regalando un’ambulanza e formando sul posto con Filippo Tami e sua moglie Romina una ventina di soccorritori ad ognuno dei quali è stata regalata un valigetta di pronto soccorso completamente equipaggiata.

Una struttura sanitaria non può funzionare senza acqua: lo stesso mese di agosto è quindi stato ufficialmente inaugurato l’acquedotto di Dédomé con le cinque fontane pubbliche, una per ogni quartiere del villaggio. Un altro passo importante per la popolazione e specialmente per le donne e i bambini che non dovevano più percorrere ogni giorno lunghi tragitti per andare a prendere l’acqua al fiume.

La generosità dei benefattori ticinesi, 536 nel 2004, ha permesso di estendere l’approvvigionamento idrico anche al villaggio di Koutokpa, che dista 2 Km da Dédomé.

Le cooperative agricole, sempre meglio organizzate, hanno ricevuto un trattore, come avevano richiesto e argomentato in un progetto discusso in comitato. Il mezzo serviva loro per aumentare la superficie coltivabile e per diversificare le culture grazie ai prestiti per l’acquisto di sementi. Il raccolto annuale serviva in parte per il sostentamento privato e in parte veniva venduto permettendo alle cooperative di rimborsare il prestito all’associazione.

Lo stesso anno è pure iniziato il progetto “una capretta per famiglia” che ha riscosso molto successo in Ticino. Con CHF 50.- si poteva offrire una capretta a una famiglia di Dédomé: le caprette si sarebbero poi moltiplicate permettendo ad ogni famiglia di beneficiare di un altro alimento proteico oltre alle uova e al pollame.

Le adozioni a distanza erano salite a 120 e iniziavano pure le prime formazioni di apprendisti. Una formazione che, contrariamente a quello che avviene in Svizzera è a pagamento. L’apprendista, per poter imparare un mestiere deve versare mensilmente una somma di denaro al suo datore di lavoro e al termine della formazione, deve lavorare gratuitamente un anno prima di ricevere il diploma e cominciare a guadagnare qualche cosa.

L’attività cominciava ad essere conosciuta anche a livello delle autorità togolesi che, il mese di settembre 2004, hanno formalmente riconosciuto l’Associazione con sede a Atakpamé e gestita da un comitato locale di sette membri il cui presidente era don Giuliano Woukounu.

In Ticino, la signora Marisa Rathey ha sostituito in comitato il signor Gianluigi Calligari.


2005

Il 2005 è l’anno dei riconoscimenti ufficiali: in Ticino la nostra associazione entra a far parte della FOSIT (Federazione delle ONG della Svizzera Italiana) e ottiene dagli Uffici cantonali la menzione di “pubblica utilità”. In Togo l’associazione è riconosciuta come ONG e firma con il Ministero della Cooperazione e dello Sviluppo il Primo Accord Programme, della durata di tre anni, che garantisce che i progetti a favore della promozione dello sviluppo si inseriscono negli obiettivi del Governo nazionale togolese.

Fin dalla costituzione dell’Associazione, il comitato ha voluto includere tutte le attività in progetti che fossero in linea con la politica nazionale e ogni anno, la delegazione ticinese che si reca in Togo, rende visita ai responsabili dei diversi Ministeri di Lomé e della Regione degli Altopiani, per valutare la pertinenza degli obiettivi dei vari progetti. Relazioni fondamentali per non perdere di vista che quello che l’Associazione vuole portare avanti non è fine a se stesso, ma vuole contribuire allo sviluppo di un intero paese.

Il 2005 è segnato da un incontro importante: quello del presidente, don Franck con la signora Ruth Fayon, una signora ebrea di Ginevra che è sopravvissuta all’orrore del capo di concentramento di Auschwitz. La sua testimonianza a Pregassona, davanti a un folto pubblico è stata molto emozionante. Come spesso accade, da un’esperienza di dolore nasce la forza per promuovere il bene: Ruth Fayon ha voluto sostenere la nostra opera scrivendo le sue impressioni nel libro “SHALOM, da Auschwitz al Togo con Ruth Fayon e l’associazione Dédomé” di don Franck Koffi Essih.


2006

Il centro medico sociale continua la sua attività . La dotazione di un ecografo permette di migliorare la qualità delle cure alle donne incinte. Il Ministero della salute riconosce la struttura come centro regionale per il programma di vaccinazione per i bambini e le mamme e fornendo gratuitamente i vaccini e il materiale per la loro conservazione. Alcuni medici originari della regione organizzano una “consultation foraine” gratuita che raduna al centro più di 500 persone. Solo 300 di loro potranno essere visitate, alcune per la prima volta nella loro vita, segno dell’importanza della struttura il cui personale si impegna per rispondere a tutte le richieste.

In ambito sanitario, la generosità dei responsabili della Croce Verde di Lugano non ha limiti e offre un’ambulanza per l’ospedale di Dapaong, al Nord del Togo. Filippo Tami e sua moglie Romina sono di nuovo sul posto con il loro entusiasmo e la loro competenza che mettono al servizio delle popolazioni più povere.

Grazie alla generosità della polizia di Lugano, l’associazione può consegnare 4 moto di grossa cilindrata alla polizia e alla gendarmeria affinché possano svolgere al meglio il loro compito in favore della popolazione delle istituzioni. Il comitato dell’associazione è del parere che la promozione dello sviluppo può avvenire solo in un contesto in cui l’amministrazione pubblica abbia i mezzi per assolvere in modo appropriato i loro mandati. 4 moto rappresentano un piccolo contributo, ma un contributo che è stato molto apprezzato.

Su richiesta del nuovo rettore dell’Università di Kara, situata al nord del Togo, il mese di agosto la delegazione di volontari gli ha consegnato una trentina di PC, con l’obiettivo di costituire un’aula di informatica per gli studenti. Quale sorpresa, per tutti, nell’apprendere che gli studenti che avrebbero iniziato i corsi in ottobre erano ben 600…., il che significava che avevano a disposizione 1 PC ogni venti studenti….eppure, anche in questa occasione, la riconoscenza da parte delle istanze locali è stata tanta.

Il progetto della scolarizzazione continua: le adozioni a distanza sono già 189 e permettono di sostenere quasi il doppio dei bambini del villaggio nel loro percorso scolastico.

Le cooperative agricole si sviluppano e si organizzano. Numerose famiglie del villaggio hanno diverse caprette a disposizione.


2007

La numerosa affluenza al centro medico sociale, ha, fin da subito fatto emergere la necessità di aumentare i posti letto disponibili. Nell’estate del 2007 è quindi stata posata la prima pietra per la costruzione di un secondo edificio.

Le cooperative agricole, grazie al costante sostegno dell’associazione, riescono ad ottenere un raccolto maggiore e il dono di un secondo trattore permetterà loro di ampliare ancora la superficie coltivabile.

Il 2007 è però l’anno della grande avventura per 23 giovani e adulti di Dédomé, invitati a partecipare alla manifestazione canora il “Cuoricino d’oro”, organizzata a Luino, con lo scopo di raccogliere fondi per ristrutturare uno degli edifici scolastici, costruito da una quarantina d’anni e che sta andando in rovina. Molti ragazzi e giovani adulti non conoscevano finora neppure la capitale del loro paese. Immaginiamo cosa abbia significato per loro prendere l’aereo pr venire fino in Italia e in Ticino. Si sono preparati per mesi, alfine di presentare uno spettacolo di canti e danze che permettesse di far conoscere il patrimonio musicale della regione degli Altopiani Togolesi e della cultura Akposso in particolare. Sono state due settimane intense ed estenuanti quelle vissute dai ragazzi e dai membri del comitato e dell’associazione che li hanno accompagnati nelle loro peripezie su è giù per il Ticino e nelle serate italiane a Luino e Maccagno. Un impegno che ha portato molti frutti: quelli dell’amicizia nata tra giovani togolesi e famiglie ticinesi, quelli finanziari che hanno permesso di raccogliere i fondi necessari alla ristrutturazione della scuola, inaugurata nella sua nuova veste il mese di dicembre dello stesso anno. Quale fierezza per i giovani che possono dire “abbiamo contribuito anche noi a migliorare le scuola del nostro villaggio, siamo anche noi attori di primo piano in questo progetto di sviluppo…”

Un progetto di sviluppo che continua anche grazie al sostegno di numerose famiglie della Svizzera italiana: le adozioni a distanza sono già 200…..

In Ticino, il signor Giuseppe Gallucci sostituisce in comitato, la signora Maria Della Badia che per motivi professionali è costretta a rinunciare a questo impegno, pur restando molto vicina alle attività dell’associazione.


2008

Grazie al costante impegno della popolazione locale, al dono di un ospedale da campo offerto dal Dipartimento Militare Federale e alla generosità dei numerosi sostenitori delle nostre opere, nell’estate del 2008 ha potuto essere inaugurato il secondo edificio del Centro Medico Sociale, ciò che ha permesso di portare a 33 i posti letto disponibili. L’edificio comprende anche due piccole sale operatorie (pensate per gli interventi più frequenti quali ernie, tagli cesarei, riduzioni di fratture non complesse,..). Per garantire la sicurezza durante gli interventi chirurgici, considerato che in Togo spesso si registrano delle sospensioni di corrente, il centro medico sociale, grazie all’impegno e alla grande disponibilità dell’ingegner Severino Bronner e dell’elettricista Franco Notari, il centro medico sociale è stato dotato di un generatore che garantisce l’approvvigionamento costante di elettricità.

Sempre nell’ambito della salute, tre capi villaggio di comunità rurali situati nella regione, chiedono aiuto alla nostra associazione. Il presidente li incontra insieme ai volontari presenti in Togo e il comitato accoglie la proposta di un sostegno in medicinali al dispensario di Niyèlè, a condizione che le tre comunità collaborino per la gestione dello stesso.

Il progetto di scolarizzazione si sviluppa costantemente: grazie alle 240 adozioni a distanza, molte famiglie del villaggio possono inviare a scuola i loro bambini ai quali si aprono nuove prospettive.

Nell’ambito di questo progetto, il comitato dell’associazione accetta il suggerimento del medico responsabile del centro medico sociale che evidenzia la necessità di offrire ai bambini almeno un pasto giornaliero equilibrato e diversificato, che permetta di assumere carboidrati e proteine, favorendo la crescita e la concentrazione dei bambini.

Nell’estate del 2008 avviene quindi la posa della prima pietra per la costruzione di un edificio multifunzionale che comprenda anche una mensa scolastica.


2009

Le cooperative agricole del villaggio producono cereali che le donne devono andare a macinare nei villaggi vicini, percorrendo regolarmente diversi kilometri. Per facilitarle nel loro lavoro quotidiano, l’associazione offre loro un mulino. La sua gestione richiede la presenza fissa di una persona che ha la garanzia di un’entrata mensile fissa per il sostegno della sua famiglia.

Le attività e i progetti sostenuti dall’associazione si inseriscono sempre nei progetti di sviluppo promossi dalle autorità togolesi che, nel 2009, rinnovano la firma dell’Accord Programme.

Un episodio fortuito avvenuto nell’estate 2008, ha delle ripercussioni l’anno successivo. Nel corso di uno dei tanti spostamenti serali, don Franck, ha rischiato di investire un agente che regolava il traffico in mezzo a un incrocio perché sprovvisto di mezzi di identificazione. Il comitato ha accolto la richiesta, di offrire alla polizia e ala gendarmeria 600 gilet di sicurezza. La consegna è avvenuta alla presenza dei volontari ticinesi e del Ministro della cooperazione e dello sviluppo.

Il mese di luglio inizia la prima esperienza di collaborazione con la Scuola Universitaria della Svizzera Italiana (SUPSI), che nel suo curricolo formativo di bachelor per gli infermieri, propone uno stage di mobilità. La nostra associazione, da sempre aperta al volontariato dei giovani, partecipa con la sua segretaria all’elaborazione degli obiettivi di stage che permetteranno a Giada e Gloria, le prime stagiares, di vivere un’esperienza indimenticabile sia dal punto di vista professionale che umano. Dopo di loro, ogni anno due/tre studenti in cure infermieristiche si recano a Dédomé e ritornano molto arricchiti.


2010

L’edificio multifunzionale e la mensa sono inaugurati il mese di agosto con una grande festa nel villaggio. I bambini dal mese di settembre possono avere un pasto equilibrato grazie al contributo di tutte le loro famiglie e al sostegno dell’associazione. I risultati non si fanno attendere: genitori e insegnanti evidenziano una maggior attenzione durante le lezioni. L’obiettivo è che anche la salute dei bambini possa migliorare, evitando numerose malattie legate a un’alimentazione deficitaria.

La Gendarmeria nazionale organizza una cerimonia ufficiale per la consegna di un’ambulanza, completamente equipaggiata, dono della Croce Verde di Biasca.

Le adozioni a distanza hanno raggiunto, nel 2010, quota 293. Se i bambini della scuola elementare seguono le lezioni in edifici accoglienti, i bambini dell’asilo sono confinati in un piccolo locale scuro e con pochissime attrezzature. Il comitato comincia a riflettere su eventuali possibilità di una raccolta di fondi per costruire un asilo.


2011

Il centro medico sociale viene riconosciuto quale ospedale. Il riconoscimento coincide con la costruzione del terzo edificio che comprende la farmacia e i locali amministrativi oltre che a due appartamenti per il personale.

Il mese di novembre, il dr. Giacomo Martinoni, chirurgo ticinese molto conosciuto, decide in seguito al suo pensionamento, di andare a vivere a Dédomé. La sua presenza permette di salvare molte vite, specialmente quelle di persone vittime di incidenti stradali o sul lavoro. L’équipe curante dell’ospedale si è ampliata, con la presenza di un chirurgo, di un anestesista, di una strumentista. Il Ministero della salute, quale riconoscimento per l’attività svolta dalla struttura, assume lo stipendio del medico, del medico assistente, della levatrice e del laboratorista.

Il Progetto Amore voluto dal cantante Meneguzzi per raccogliere fondi a favore dell’infanzia, accetta il progetto dell’associazione in vista della costruzione dell’asilo. La manifestazione, come ogni anno riscuote un notevole successo e la generosità di tanti Ticinesi prmette a donazione di CHF 15’000.- che, sommati ad altre donazioni di privati e di gruppi di bambini, permettono, alla fine dell’anno di iniziare i lavori di costruzione.

Nel corso dell’estate due giovani volontari, Francesco e Nicole, si attivano per rendere più accogliente il locale, ridipingendolo.

In Ticino, l’avv. Immacolata Iglio Rezzonico sostituisce l’avv. Sutter nel comitato.


2012

L’asilo è terminato e i bambini hanno ora a disposizione uno spazio adatto a loro e al loro apprendimento.

Il progetto di scolarizzazione e formazione professionale prosegue grazie alla generosità di molte persone e famiglie: tutti i bambini del villaggio frequentano la scuola obbligatoria e, in 10 anni, son 62 i giovani che hanno terminato con successo un apprendistato, ciò che permette a loro e alle loro famiglie di guardare con un po’ più di serenità verso il futuro.

L’ospedale prosegue la sua attività in favore della popolazione della regione: impiega 33 dipendenti, ogni anno le consultazioni sono circa 1’400, 400 i ricoveri, 80 le nascite, 450 le consultazioni prenatali e un centinaio gli interventi chirurgici.

Le cooperative agricole si stanno ristrutturando, dandosi un nuovo statuto e una nuova organizzazione, con l’obiettivo di migliorare e diversificare la produzione.


2013

In seguito alla firma dell’Accord d’établissement, per garantire l’elaborazione dei rapporti e un seguito dettagliato delle varie attività, si è resa necessaria una riorganizzazione del comitato locale. Il signor Frédéric Djinadja, già operatore presso la Banca Mondiale, su proposta dei membri del comitato locale, è stato nominato “direttore esecutivo dei progetti” e ha elaborato un nuovo organigramma.

Il 10°anniversario dell’ONG è stato festeggiato anche in Togo: il presidente e il comitato locale, seguendo le tradizioni e i valori della popolazione di Dédomé, hanno deciso di organizzare tre giorni di evangelizzazione, digiuno e preghiere prima di arrivare alla Messa di domenica 25 agosto, seguita dalla benedizione del villaggio con il SS. Sacramento e da un pranzo per tutta la popolazione.

La promozione della salute della popolazione della regione è uno degli obiettivi prioritari dell’Associazione che è raggiunto attraverso il contributo alla gestione dell’ospedale di Dédomé e il sostegno a dispensari dei villaggi vicini, situati in zona rurale. La popolazione di riferimento per l’ospedale San Gottardo, definita dalle autorità sanitarie locali, è di 3’011 abitanti. La struttura, che ha il mandato per le vaccinazioni e per il depistaggio e la cura dei malati affetti da AIDS, riceve comunque pazienti da tutta la regione, nonostante il cattivo stato delle strade che spesso rende molto difficoltoso il viaggio.

Gli avvenimenti significativi dell’attività 2013 sono i seguenti:

  • Nomina del signor Frédéric Djinadja quale direttore amministrativo e del dr. Giacomo Martinoni quale direttore sanitario
  • “Consultation foraine” gratuita da parte di tre chirurghi pediatrici che ha permesso di visitare 120 bambini e di effettuare 94 interventi;
  • Consultazione bimensile di oftalmologia;
  • Stage di sette settimane delle allieve della scuola nazionale di levatrici;
  • Visita e valutazione della struttura da parte delle autorità sanitarie di supervisione del distretto d’Amou;
  • Partecipazione a vari corsi di formazione per le diverse categorie professionali;
  • Organizzazione di una giornata di formazione/riflessione con tutto il personale per migliorare il clima di lavoro e condividere gli obiettivi da raggiungere nel 2014;

Il sostegno ai dispensari di Aledjo Niyèle e Adjassiwewe

Il sostegno al dispensario di Aledjo è continuato con la fornitura annuale di 40 scatole di latte AL110 per combattere la diarrea dei piccoli prematuri, di medicamenti generici e di vestiti per i bambini e le mamme.

Il personale dell’ospedale di Dédomé ha organizzato alcune consultazioni nei dispensari di Nyilé e Adjassiwewe che non beneficiano della presenza regolare di un medico, ciò che contribuisce a migliorare la salute della popolazione locale che vive in zone molto discoste.

La promozione della scolarizzazione attraverso le adozioni a distanza

A fine dicembre 2013 il totale delle adozioni è di 311 così suddivise: 202 bimbi piccoli, dell’asilo e della scuola elementare, 57 della scuola media, 23 apprendisti, 13 studenti al liceo, 16 all’università. Nel corso dell’anno 2 giovani hanno terminato con successo il loro apprendistato.

Per garantire l’uso razionale delle risorse che arrivano in Togo grazie alla generosità di molte famiglie ticinesi, i membri del comitato locale seguono da vicino la situazione dei singoli adottati, con colloqui, visite nelle rispettive scuole e valutazione dei risultati scolastici. In alcuni casi, per garantire la serietà del progetto, l’adozione è stata sospesa: si tratta in particolar di famiglie che hanno lasciato il villaggio o di ragazzi che, per scarsa applicazione, hanno ripetuto due volte lo stesso anno scolastico. Promuovere lo sviluppo e gettare le basi per un progetto che duri nel tempo, significa anche far crescere le coscienze e non semplicemente “distribuire soldi”: questo è un aspetto difficile al quale il comitato è particolarmente attento. Permettere a un giovane di formarsi significa dare a lui e alla sua famiglia un’opportunità per vivere meglio e questa opportunità richiede impegno e rigore da parte di tutti gli interessati.

La mensa scolastica e l’asilo

Nel 2013 i bambini dell’asilo e della scuola elementare hanno potuto beneficiare di pasti regolari presso la mensa per 4 giorni alla settimana; il mercoledì pomeriggio essendo libero, i bambini rientrano in famiglia a mezzogiorno. Le famiglie sono state coinvolte e hanno partecipato con contributi in denaro o in prodotti alimentari: cereali, legumi,… Dietro la scuola, i docenti e i bambini coltivano un orto con diverse verdure.

I progetti agricoli

Come preannunciato nel 2012, nel corso del 2013 la nostra associazione ha promosso la creazione di una cooperativa agricola che raggruppa 12 villaggi nel Cantone d’Imlé, ciò che rappresenta una prima nel mondo rurale togolese. Nel 2013 gli aderenti sono stati 563: ognuno ha versato una quota di adesione di CHF 5.- e una quota sociale annua di CHF 20.- che ha permesso l’acquisto di sementi, concimi,… Sotto la guida esperta del signor Barthélémy Agouma, le cooperative hanno cominciato a coltivare il campo di 35 ettari che l’associazione ha comperato nel 2012 e i primi risultati dovrebbero essere visibili entro il primo semestre del 2014 se le condizioni climatiche non saranno troppo difficili. Per il 2013 va, infatti, evidenziato nei mesi di luglio-agosto, il lungo periodo di siccità che ha fortemente compromesso il raccolto di riso e mais.


2014

La promozione della salute si concretizza nel sostegno all’attività dell’ospedale San Gottardo di Dédomé e del dispensario di Aledjo nel nord del paese.

Con la nomina del nuovo direttore, il personale ha trovato una nuova motivazione che ha portato frutti positivi. Il tasso di autofinanziamento si attesta all’83%, un risultato molto lusinghiero che si inserisce negli obiettivi definiti dal comitato dell’associazione. L’ospedale impiega 31 persone pari a 29.6 unità lavorative.

L’analisi dei dati quantitativi evidenzia un incremento delle consultazioni di medicina e chirurgia. Gli interventi chirurgici sono invece diminuiti a causa della presenza discontinua di un chirurgo generalista. Il dr. Martinoni effettua parecchie visite, ma non riesce ad operare tutti i pazienti che in parte vengono trasferiti all’ospedale di Atakpamé. La penuria di chirurghi formati tocca tutti gli ospedali del Togo e rappresenta un grave problema per la sanità del paese.

Nel 2014 sono più che raddoppiati i casi di malati sieropositivi ed è leggermente aumentato il numero dei pazienti seguiti e curati grazie al programma nazionale che prende a carico una parte delle spese di cura per questa tipologia di pazienti.

Un accento particolare è stato posto sulla pianificazione familiare e sulla promozione della salute: gli incontri di discussione con piccoli gruppi di donne e di abitanti del villaggio ha permesso alla levatrice e al personale curante di coinvolgere le persone per sensibilizzarle sull’importanza dell’igiene e dell’alimentazione e per informarle sul depistaggio delle malattie non trasmissibili come l’ipertensione e il diabete. Un’attività che si inserisce nel programma nazionale di salute pubblica e che porterà i suoi frutti a medio/lungo termine, come avvenuto in Ticino con le campagne promosse anni fa dal Dipartimento della Sanità e della socialità.

I festeggiamenti per i dieci anni dell’ospedale

Grande festa a Dédomé il 14 agosto 2014, per sottolineare il decimo anniversario della struttura sanitaria voluta dalla popolazione e dal comitato dopo aver constatato che, all’inizio degli anni 2000, ogni anno nel villaggio tra 10 e 15 donne morivano durante il parto.

La giornata è stata minuziosamente preparata dalla direzione dell’ospedale guidata dal direttore sig. Frédéric Djinadja e da tutto il personale della struttura. Il programma prevedeva la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Vescovo della diocesi di Atakpamé, monsignor Nicodème Barrigah, i discorsi ufficiali, la sfilata di una parte dei bambini nati nella struttura in questi dieci anni e il pranzo condiviso con tutta la popolazione del villaggio.

La struttura sanitaria si è inserita fin dall’inizio nel programma nazionale voluto dal Ministero della Salute per raggiungere gli obiettivi del millennio dell’Organizzazione Mondiale della Salute che prevedeva di ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute delle donne, combattere la malaria, la tubercolosi, l’AIDS e altre malattie trasmissibili. Alcune cifre illustrano l’attività svolta:

19’200 consultazioni di medicina e pediatria; 2’800 consultazioni pre-natali; 834 nascite; 1’140 consultazioni chirurgiche e 430 interventi operatori. Nel 2006 la prima consultazione gratuita ha permesso di visitare 293 persone, nel 2007 la struttura ha partecipato alla campagna nazionale di prevenzione della poliomielite e nel 2009 a quella per il depistaggio dell’ipertensione e del diabete.

È stato evidenziato che gli investimenti e i costi di gestione in questi dieci anni ammontano a CHF 650’000.– ai quali bisogna aggiungere l’importante valore del materiale sanitario offerto da Ente Ospedaliero Cantonale, Cliniche, Esercito svizzero, medici e laboratori diversi…

La festa, preceduta da una serata di riflessione sullo “sviluppo locale partecipativo”, si è conclusa con la sfilata di circa 200 degli 834 bambini nati all’ospedale di Dédomé nei trascorsi 10 anni. È stato un momento carico di emozioni: tutti i bambini hanno ricevuto un pacco regalo e un’attenzione particolare è stata riservata ai primi tre nati: Marina, Lionello e Gottardo che non hanno potuto trattenere le lacrime. Anche tre mamme, tre membri del personale e la segretaria hanno ricevuto un presente molto apprezzato.

La promozione della scolarizzazione e della formazione professionale attraverso le adozioni a distanza

Le adozioni a distanza rappresentano uno dei mezzi per raggiungere gli obiettivi definiti fin dall’inizio dell’attività della nostra associazione e cioè: “permettere l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani di Dédomé e promuovere la solidarietà tra le famiglie all’interno del villaggio”. I “risultati attesi”: tasso di scolarizzazione elementare pari al 100%, tasso di ottenimento del certificato di fine apprendistato pari al 75%, sopportabilità dei costi di formazione da parte delle famiglie (dalla scuola elementare al termine della formazione) e disponibilità di mezzi e risorse formative nel villaggio o nella regione (docenti, materiale scolastico, …) sono stati raggiunti grazie alla generosità di molte famiglie ticinesi e all’impegno in loco dei ragazzi e dei responsabili del progetto.

Alla fine del 2014, le adozioni a distanza sono 311, così ripartite: 37 bambini piccoli, 156 bambini della scuola elementare, 64 ragazzi della scuola media, 22 apprendisti (2 nell’anno di stage), 16 studenti liceali e 16 studenti universitari.

I ricavi dei padrinati rappresentano ca. il 50% dei proventi dell’Associazione. Si tratta di risorse importanti finalizzate alla scolarizzazione dei giovani della regione. Oltre al materiale scolastico e didattico, il contributo, che confluisce in una cassa comune, copre anche le spese sanitarie (pianificate due visite mediche all’anno per tutti i bambini), il doposcuola e la scuola estiva. Il sostegno alle famiglie è oggi puntuale e mirato: i coordinatori sul posto verificano le esigenze specifiche delle famiglie e le aiutano a superare le difficoltà temporanee e a ricostruire la rete sociale per evitare l’isolamento e l’emarginazione. In questo modo l’Associazione è in grado di assicurare la scolarizzazione anche ai bambini che non hanno un padrino o una madrina.

La mensa scolastica

La mensa scolastica è stata voluta per permettere ai bambini del villaggio di beneficiare almeno una volta al giorno di un pasto equilibrato. Come per tutti gli altri progetti, l’obiettivo è che le famiglie prendano coscienza dell’importanza dell’alimentazione e delle regole d’igiene per lo sviluppo dei loro figli e che la partecipazione concreta delle famiglie è indispensabile per evitare che tutto “sia dovuto”.

Le spese della mensa sono state assunte dalla comunità. Da evidenziare che nel periodo settembre-novembre la mensa non ha funzionato perché le famiglie non sembravano disposte a contribuire: di fronte a questa problematica, i membri del comitato locale hanno organizzato diverse riunioni che hanno permesso di spiegare quanto la riuscita di un progetto sia responsabilità delle persone che abitano nel villaggio e non solo dei membri svizzeri dell’associazione.

Un momento di crisi che si è trasformato in occasione di crescita per tutta la popolazione di Dédomé.

La sfida della scuola professionale

Il 15 dicembre 2014, in presenza di diverse autorità, dei rappresentanti del Ministero dell’Educazione, della popolazione locale, del presidente don Franck, del Vescovo emerito Monsignor Grampa e dei signori Redaelli, è stata posata la prima pietra della scuola professionale. Tenuto conto della struttura economica della regione, dei progetti promossi da altre associazioni (gestione di strutture sanitarie, approvvigionamento in acqua potabile,…) dell’evoluzione tecnologica (sviluppo dell’informatica e dell’elettronica) e alfine di offrire un’opportunità di formazione a ragazzi e ragazze, la scuola disporrà di un curricolo per le seguenti professioni: informatico, meccanico d’auto e moto, elettromeccanico, falegname, muratore, parrucchiere, sarto, agricoltore e allevatore.

Il progetto prevede la costruzione di un edificio con aule di pratica e di teoria che permetta di accogliere, al termine di un ciclo completo di formazione triennale o quadriennale, circa 800 apprendisti e di un capannone per la formazione pratica degli elettromeccanici.

La promozione agricola

L’agricoltura è la principale fonte di sostentamento per quasi tutte le famiglie della regione.

La creazione di una cooperativa agricola che raggruppa 14 villaggi e che ha sede a Koutoukpa (villaggio che confina con Dédomé) è una delle strategie messe in atto per permettere ai membri di migliorare le loro competenze nelle tecniche agricole, di sperimentare nuove mezzi di produzione edi entrare nel mercato locale. La cooperativa ha un capitale sociale di CHF 10’000.- , è gestita da un consiglio di amministrazione di 11 membri, coadiuvato da un consiglio di sorveglianza di 5 membri e da un comitato di 14 persone responsabile dell’assegnazione dei crediti.

La cooperativa collabora attivamente con i servizi del Ministero dell’agricoltura alfine di rispettare i decreti in vigore e poter far capo, a medio termine, anche a prestiti che favoriranno lo sviluppo delle attività.


2015

La promozione della salute

Nel 2015, l’ospedale impiega 35 persone pari a 31 unità lavorative.

L’analisi dei dati quantitativi, evidenzia un incremento delle consultazioni di medicina e chirurgia. Anche gli interventi chirurgici sono leggermente aumentati grazie alla disponibilità di un chirurgo generalista che opera, secondo un programma definito, i pazienti visitati dal dr. Giacomo Martinoni che è responsabile degli interventi di chirurgia ricostruttiva. La presenza nelle vicinanze di altre strutture con un reparto di maternità e il cattivo stato della strada hanno mantenuto stabile il numero dei parti (dimezzato rispetto agli anni 2008/2009) e hanno inciso solo in minima parte sulle consultazioni.

Alcune famiglie non hanno i mezzi finanziari per assumere interamente i costi di queste cure e vengono aiutate dall’associazione attraverso lo speciale fondo “sostegno a malati senza risorse finanziarie” voluto dal dr. Martinoni.

In aprile si è svolta la prima uscita del progetto “salute comunitaria” che ha lo scopo di raggiungere le persone più povere che abitano in villaggi rurali discosti e che spesso preferiscono nascondere le loro malattie perché prive di mezzi finanziari per recarsi nei centri di salute per farsi curare.

La prima uscita si è svolta nel villaggio di Ibefo, situato a 60 Km da Dédomé, sempre nella Prefettura dell’Amou. Alla consultazione hanno partecipato il direttore dell’ospedale, il dr. Giacomo Martinoni, due infermieri, tra i quali Lia un’infermiera ticinese e la levatrice, coadiuvati da un infermiere della zona sanitaria di Gamé e dall’assistente sanitario del villaggio.

Il sostegno al dispensario di Aledjo continua con l’approvvigionamento di latte Al 110 che serve per i bambini fragilizzati dalla diarrea.

La visita al dispensario e al centro medico sociale di Tandsouare e Bonbouaia, situati all’estremo nord del Paese, ha permesso di valutare la situazione di queste due strutture e di consegnare alcuni apparecchi per misurare la glicemia e la pressione arteriosa. Il personale, con molta fierezza ha mostrato l’auto medica ricevuta in dono dalla nostra associazione grazie alla generosità della Croce Verde di Bellinzona; auto medica trasformata in ambulanza per il trasporto dal dispensario all’ospedale, in particolare delle partorienti in situazioni critiche.

La promozione della scolarizzazione e della formazione professionale attraverso le adozioni a distanza

Nel 2015 il direttore esecutivo dell’ONG in loco, ha potuto contare sulla presenza di due sociologi volontari, inviati e sovvenzionati dallo Stato per un periodo di stage di durata indeterminata. Questa esperienza rientra in un progetto voluto dal Governo togolese per permettere agli studenti universitari che terminano la formazione di acquisire competenze pratiche sul terreno. Nell’ambito della nostra associazione i due sociologi si sono occupati in particolare di valutare la situazione scolastica e sociale dei bambini e dei ragazzi adottati a distanza, visitando le famiglie e raccogliendo i dati presso le varie direzioni scolastiche.

Alla fine del 2015, le adozioni a distanza sono 302, così ripartite: 18 bambini piccoli, 163 bambini della scuola elementare, 60 ragazzi della scuola media, 12 apprendisti, 25 studenti liceali e 19 studenti universitari, 5 adozioni “comunitarie di una classe di scuola elementare ”.

Nel 2015 il comitato ha proseguito la riflessione iniziata nel 2014 sull’eventuale abbandono dell’adozione nominativa per passare a contributi globali destinati al sostegno di una classe, alle urgenze di una famiglia e, in casi particolari, a un bambino il cui nome resta però sconosciuto al/alla padrino/madrina e cinque famiglie hanno accettato questa proposta. Altre famiglie preferiscono conoscere il nome e la situazione concreta del bambino che sostengono, ciò che talvolta porta a delle aspettative di relazioni privilegiate attraverso lettere e foto che vengono disattese (nella regione rurale in cui è attiva la nostra Associazione la tradizione orale è prioritaria rispetto alla scrittura) e, paradossalmente, alla sospensione dell’adozione.

La promozione agricola

Nel 2015, la cooperativa che coltiva il terreno agricolo di 35 ettari acquistato appositamente dalla nostra associazione, è stata riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura e ha ricevuto un prestito di Fcfa 25’000’000 pari a CHF 42’000 per il suo funzionamento e per lo sviluppo delle sue attività, così come previsto negli obiettivi del 2014.

Nel 2015, grazie a una somma già in possesso dell’Associazione e a un importante finanziamento privato, è iniziata la costruzione di un pollaio con l’obiettivo di allevare galline per il commercio di uova. Le impreviste difficoltà incontrate nello scavo del pozzo (più di 50 metri di profondità scavati a mano per trovare l’acqua), hanno rallentato l’inizio dell’attività e il pollaio dovrebbe essere operativo dall’estate 2016.


2016

La promozione della salute si concretizza prevalentemente attraverso il sostegno all’attività dell’ospedale San Gottardo di Dédomé e del dispensario di Aledjo nel nord del paese.

Nel 2016, l’ospedale impiega 35 persone pari a 31 unità lavorative.

La presenza all’ospedale di una levatrice mussulmana fa sì che numerose famiglie preferiscono venire a Dédomé per questo tipo di consultazioni.

In maggio e agosto si sono volte due uscite relative del progetto “salute comunitaria” che ha lo scopo di raggiungere le persone più povere che abitano in villaggi rurali discosti e che spesso preferiscono nascondere le loro malattie perché prive di mezzi finanziari per recarsi nei centri di salute per farsi curare.

Gli obiettivi del progetto sono:

  • organizzare campagne di informazione, educazione e comunicazione sulle malattie ricorrenti;
  • organizzare consultazioni ambulatoriali;
  • promuovere la conoscenza dell’ospedale e delle sue attività sanitarie.

Le uscite si sono svolte nei villaggi di Otadi-Sevia e Nyilé nella Prefettura dell’Amou. Alla consultazione hanno partecipato il direttore dell’ospedale, il dr. Giacomo Martinoni, due infermieri, la levatrice e uno dei responsabili della farmacia, coadiuvati da un infermiere della zona sanitaria locale.

Nel corso delle giornate sono state visitate più di 100 persone, alcune delle quali non avevano mai visto un medico. Le principali patologie riscontrate sono state l’ipertensione, il diabete e le ernie inguinali. La levatrice ha potuto visitare una quarantina di donne incinte e organizzare una seduta di educazione sanitaria mirata alla cura dei neonati e dei bambini.

Tutti i medicamenti e gli esami effettuati sono stati pagati dai pazienti con un obiettivo ben preciso: evitare l’assistenzialismo e promuovere la responsabilizzazione della comunità.

Il mese di ottobre si sono recati a Dédomé i medici dr. Cesare Fusetti e il dr.Stefano Lucchina, membri del GICAM (Groupe Interantional Chirurgien Amis de la Main), accompagnati da 6 colleghi (anestesista, infermieri, assistente di sala operatoria) che hanno operato gratuitamente diversi pazienti (bambini e adulti) con gravi patologie della mano. L’attività dei chirurghi è stata ripresa da un’équipe della Televisione della Svizzera Italiana guidata da Roberto Bottini e il documentario è stato trasmesso nell’edizione di Falò del 22 dicembre, permettendo ai benefattori ticinesi di rendersi conto della realtà togolese. Il comitato ticinese, il comitato e la popolazione locali sono profondamente riconoscenti a questa ONG che ha permesso a diverse persone di ritrovare l’uso delle mani e di poter riprendere un’attività.

La grande generosità dei benefattori ticinesi ha permesso di acquistare un nuovo apparecchio di radiologia per l’ospedale del costo di CHF 46’000.- Quello finora in uso era un apparecchio d’occasione che era stato regalato all’Associazione nel 2004, al momento dell’inaugurazione dell’ospedale e che ha quindi reso un preziosissimo servizio per 12 anni.

Oltre alla regolare presenza per tre mesi degli studenti del bachelor in cure infermieristiche della SUPSI, per la prima volta, anche due studenti della Haute Ecole de Santé di Friborgo hanno effettuato uno stage di 8 settimane a Dédomé.

Malgrado l’assenza del medico per due mesi di malattia e il non funzionamento per 6 mesi della radiologia che hanno ridotto i ricavi, il tasso di autofinanziamento della struttura nel 2016 si attesta al 70.5%.

La promozione della scolarizzazione e della formazione professionale

Nel 2016 il comitato ha proseguito la riflessione iniziata nel 2014 sull’eventuale abbandono dell’adozione nominativa per passare a contributi globali destinati al sostegno di una classe, alle urgenze di una famiglia e, in casi particolari, a un bambino il cui nome resta però sconosciuto al/alla padrino/madrina e ha ridefinito il padrinato che è:

  • un atto di solidarietà che permette a bambini e giovani di sperare in un futuro migliore;
  • un sostegno che si indirizza a numerosi bambini e giovani nello spirito di solidarietà che caratterizza i villaggi africani;
  • un cammino accompagnato dai coordinatori locali dell’Associazione per un tempo definito in funzione delle necessità dei singoli gruppi e delle loro famiglie

Il comitato ha pure ridefinito le condizioni di sostegno che sono le seguenti: con fr 25.-/ mese si contribuisce al sostegno di una classe della scuola dell’infanzia, con fr. 30.- /mese l sostegno di una classe della scuola elementare e media e con fr 50.-/mese alla formazione di apprendisti, liceali e universitari.

In dicembre, 24 famiglie hanno condiviso la nuova impostazione del progetto: 3 sostengono una classe di asilo, 1 la classe di prima elementare, 15 la classe di seconda elementare e 5 apprendisti e studenti. Una famiglia sostiene una classe fino al termine del ciclo e ogni classe può essere sostenuta da 15 famiglie.

La sfida della scuola professionale

La costruzione della scuola professionale San Giacomo e San Giuseppe di Dédomé, è continuata portando a termine l’atelier di meccanica che al primo piano ospita 11 aule di teoria oltre ai servizi e 2 uffici. Sono pure state costruite le fondamenta per l’atelier di sartoria e per gli alloggi degli apprendisti.

Considerata l’importante costo del progetto e il Piano nazionale per la promozione della formazione, sono state intraprese le necessarie procedure per l’ottenimento di sussidi da parte del Governo.

La mensa scolastica

Nel 2016 la mensa ha preparato tre giorni alla settimana il pasto per 207 bambini della scuola dell’infanzia e della scuola elementare.

Per favorire la messa in pratica delle regole igieniche ed evitare fonti di inquinamento del suolo, il “comitato di sviluppo locale (CVD)” ha redatto un dossier per la costruzione di WC per i bambini, indirizzato all’ONG BORNEfonden che ha accolto la domanda finanziando l’opera. La stessa ONG, che condivide i nostri obiettivi e il modo di funzionare della nostra Associazione, aveva già parzialmente finanziato la costruzione della scuola dell’infanzia di Dédomé.

La biblioteca

La lettura rappresenta un aspetto importante per la formazione dei ragazzi e considerato che in Togo solo l’1.5% delle famiglie possiede almeno tre libri, la promozione dell’utilizzo della biblioteca del villaggio è sempre stato un obiettivo. Grazie all’intraprendenza del direttore esecutivo signor Frédéric Djinadja, è stata sollecitata la Fondazione Global Found for Children (GFC) che ha accettato di finanziare alcune migliorie del locale oltre che a ingrandirlo e dotarlo di giochi, nuove pubblicazioni e libri utili anche per gli allievi della scuola media di Koutoukpa.

Per sensibilizzare anche i genitori vengono organizzati, la sera, delle sedute di “lettura comunitaria” destinate agli adulti e ben frequentate dagli abitanti dei due villaggi: Dédomé e Koutoukpa.

La promozione agricola

La cooperativa agricola costituita nel 2014 ha continuato con alcune difficoltà dovute a problemi climatici, la coltivazione di soia e fagioli. Alcune malattie fitosanitarie hanno richiesto un trattamento specifico che ha ritardato il raccolto.

Per garantire a medio/lungo termine degli introiti regolari per l’Associazione, nel 2015 è iniziato il progetto per l’allevamento di galline ovaiole e galletti. Il mese di aprile sono stati acquistati 600 galletti e

2 200 galline che hanno cominciato a produrre le prime uova in ottobre. Come previsto nel progetto, i primi 18 mesi richiedono un importante sostegno finanziario da parte dell’Associazione e i primi ricavi consistenti dovrebbero essere visibili nel 2017. Nel 2016 la presenza della febbre aviaria ha richiesto una cura particolare per gli animali che, grazie ai vaccini, contrariamente a quanto successo in altri pollai, hanno potuto essere tutti preservati dall’infezione.