Il Togo ha avuto un passato tumultuoso: commercio negriero dal XVI° al XIX° secolo, numerosi movimenti migratori. Nel 1884, il Re Mlapa III firma un trattato di protettorato con la Germania che inizia un piano di messa in valore sistematica, malgrado la forte resistenza delle popolazioni locali. Al termine della prima guerra mondiale, la colonia è divisa tra gli alleati britannici e francesi, senza nessun rispetto dell’integrità delle etnie. Il Togo francese passa, nel 1946, sotto la tutela dell’O.N.U. La parte nord del Togo britannico vota il suo ricongiungimento con il Ghana. Il Togo attuale proclama l’indipendenza il 27 aprile 1960. La nuova Costituzione del 1979 assicura il predominio del Presidente della Repubblica eletto con suffragio universale.
LA GEOGRAFIA
Un territorio esiguo
Situato sulla costa occidentale dell’Africa, il Togo deve il suo nome al piccolo villaggio di “Togodo”, che significa “situato sull’altra riva, oggi chiamato Togoville. Costeggiato al sud da 60 km di costa atlantica, presenta la forma di un corridoio (600 km di lunghezza per 50/100 km di larghezza) stretto tra il Ghana all’ovest, la repubblica del Benin all’est e il Burkina-Faso al nord. Con una superficie di 56’600 km2 (1/10° della Francia circa), il Togo è uno dei paesi più piccoli dell’Africa occidentale. Ma uno dei suoi privilegi è quello di poter radunare su una distesa limitata, tutti i tipi di paesaggio africano : una costa di sabbia fine costeggiata di alberi di cocco, di colline, di montagne, di valli verdeggianti, di pianure aride, di grandi savane con baobab e popolate da una fauna molto diversificata, una foresta tropicale.
Una popolazione variata
Il Togo conta un po’ più di 4 milioni di abitanti, di cui circa 500’000 nella capitale Lomé. La sua popolazione aumenta di circa il 2% ogni anno, con un tasso di mortalità infantile elevato e una speranza di vita inferiore a una media di 50 anni. Quasi il 60% dei Togolesi hanno meno di 20 anni . Esiste una quarantina di etnie, ognuna con il proprio dialetto, le loro abitudini, le loro credenze. Questo mosaico che viene qualificato come “Africa in miniatura” è un altro privilegio del Togo, quello di offrire ai suoi visitatori, oltre ai suoi bei posti, un’ arte e un artigianato ricchi e variati.I suoi abitanti hanno una lunga tradizione d’ospitalità. Sono colmi di gentilezza e vi accolgono con semplicità e calore.
ECONOMIA E VITA SOCIALE
Il Togo è un paese povero, che resta rurale, con un’infrastruttura piuttosto antiquata. La sua agricoltura serve alla vita quotidiana e al commercio, ma la sua principale risorsa è il prodotto delle miniere di fosfato . È molto dipendente dall’aiuto economico internazionale (soprattutto francese). La capitale, Lomé è la sola vera città del paese, le altre sono in realtà spesso, dei villaggi. Il paese è diviso in prefetture e l’organizzazione sociale si basa sulla “chefferie” tradizionale. Una parte importante dell’attività dei Togolesi si effettua nell’ambito del raggruppamento di persone, gruppi riconosciuti e ufficiali.
Un’economia prevalentemente agricola
Il Togo impiega più dei tre quarti delle persone attive nell’agricoltura. Questa agricoltura è naturalmente condizionata, secondo le regioni, dalle differenze di clima sempre caldo, ma più umido al sud e con una stagione secca ben marcata al nord. Le basi sono il manioc, il mais e il miglio, l’igname.. Il caffé, il cacao, il cotone sono delle culture commerciali, base dell’esportazione, lontani tuttavia dietro i fosfati, risorse esclusive del sottosuolo. L’allevamento e soprattutto la pesca restano modesti. Le ricchezze naturali, non sono state realmente repertoriate.
Un artigianato sviluppato
Se i Togolesi sono degli eccellenti coltivatori, pescatori e commercianti, sono anche dei buoni artigiani. L’artigianato è molto diffuso in tutto il paese. D’altra parte, a Lomé, la sua integrazione nel paesaggio urbano sorprende lo straniero al suo arrivo. All’interno del paese la specializzazione si compie più o meno secondo le etnie: i Bassar sono stati per lungo tempo fabbri, i Kotokoli sono più volentieri tessitori, gli Ewé si danno alla scultura, mentre la ceramica resta all’appannaggio delle donne in generale.
Dei mercati e delle merci in transito
Lomé resta la sola vera città del paese. Le altre città sono in realtà, per la maggior parte dei villaggi più o meno sparsi nella savana o concentrati e divisi in quartieri. Dappertutto si tengono dei mercati che sono pittoresche istituzioni che ribollono di vitalità. Dal Togo transitano le merci che provengono da tutti i paesi incuneati del centro dell’Africa occidentale. Esiste anche una raffineria che tratta il petrolio grezzo importato dalla Nigeria. A parte una diga condivisa con il Benin, il Togo non dispone sul suo territorio di fonti di energia e per la sua elettricità dipende dal vicino Ghana.
Un paese povero
È uno dei paesi meno ricchi del pianeta. Si riscontrano grossi problemi d’igiene, in relazione all’acqua. Mancano dei progetti di sviluppo rurale, di dinamismo agricolo e industriale, e i macchinari sono rari. È molto dipendente dall’aiuto internazionale. La sua bilancia commerciale è tradizionalmente e pesantemente deficitaria. Quella dei servizi un po’ alleggerita dal turismo, ma il debito esterno è importante . Il Togo è diviso in cinque regioni amministrative; andando da sud a nord: la regione marittima, la regione degli altopiani, la regione centrale, le regione della Kara e la regione delle savane. Queste regioni sono esse stesse divise in una ventina di prefetture che rappresentano l’amministrazione centrale.